Archivio per marzo, 2007

Il guadagno su Internet

Quante parole sono state dette e continuano tuttora a dirsi sul tema: come guadagnare con Internet?

Ma prima di proseguire chiariamo un concetto basilare: non crediate che si possano guadagnare milioni navigando in Rete, guardando pubblicità o ricevendo e-mail pubblicitarie. Ottimi risultati si hanno se si riesce a ripagare le spese della connessione, a meno che non si sia titolari di un sito molto trafficato, ricco di contenuti e che si può permettere l’affiliazione a grosse concessionarie di pubblicità.

In Italia, la rete ha iniziato a farsi conoscere e ad espandersi nel 1997 e la sua evoluzione è stata, e continua ad essere, rapidissima. Ultimamente il guadagno on-line ha avuto un calo perchè come sempre “il troppo stroppia”, e gli investimenti hanno, a ragione, iniziato ad avere meno fiducia in questo mezzo promozionale.

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Consulente Marketing…cos’è si mangia?

Quando ho pronuciato le parole consulente marketing, una graziosa bimba di quattro anni mi ha posto il seguente quesito: «….consulente marketing: cos’è si mangia? ».

Ho sorriso e ho cercato di spiegare di cosa si tratta, ma lo sguardo incuriosito della mamma, titolare di un’avviata azienda loca e l’attenzione posta da questa alla mia spiegazione mi ha fatto comprendere che il consulente marketing è un professionsita ancora sconosciuto e visto con sospetto.

Molti imprenditori affermano di non voler più fare pubblicità perchè i pesanti investimenti pubblicitari sostenuti non vengono giustificati dalla vendite, ma analizzando i singoli casi si scopre quasi sempre che “le campagne” pubblicitarie hanno avuto un’organizzazione famigliare: la grafica è stata realizzata dal tipografo di fiducia, i testi dalla figlia o dalla nipote che frequenta l’università, i colori scelti a caso dalla moglie, etc…

Soldi risparmiati, ma solo apparentemente. L’imprenditore sottrae tempo a ciò che meglio sa fare e realizza campagne marketing senza l’aiuto di un professionista, il risultato è negativo.

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Bad Practice e Tag Hidden

Bad Pratice
Con questo mini serie di articoli si darà una panoramica a tutte quelle tecniche, finora conosciute, che vengono mal viste dai motori di ricerca e che possono portare a casi di ban dai motori di ricerca. Questa definizione di “bad practice” è un’evoluzione corretta della qualità del servizio dei risultati di un motore di ricerca.

Negli anni novanta bastava poco per apparire tra i primi posti di un motore, dato che l’unica cosa da fare era creare delle pagine riempite della parola che si voleva posizionare, gli algoritmi non possedevano filtri in grado di capire il trucco e quindi presentavano queste pagine come prime nelle proprie SERP.

L’evoluzione degli algoritmi e la nascita di filtri cosidetti “antispam” ha fatto in modo che questi siti vengano bannati dall’indice ed inseriti in una blacklist in modo che il motore non li faccia comparire tra i risultati della ricerca. Man mano che l’algoritmo veniva modificato, si susseguivano nuovi trucchi o inganni, ancora oggi ce ne sono molti, e ad ogni aggiornamento viene aggiunto un nuovo filtro per soccombere a questo problema.

Tag Hidden
Iniziamo la carrellata con questo tipo di trucco molto classico, che consiste nell’inserire del testo nascosto riempiendo il tag di tutte le parole chiave all’interno della parte iniziale della pagina (meta tags, title e righe iniziali). Ci sono diversi siti che elencano semplicemente le keywords all’inizio della pagina, condizionando la grafica del sito web.

I metodi per aggirare questo problema sono diversi ma il migliore è quello dell’utilizzo dei tag hidden, ossia tag che non sono visibili per l’utente ma sono contenuti nel codice e vengono letti ugualmente dallo spider. Questo tag viene inserito spesso nel “corpo” della pagina, all’interno dei tag div, o qualsiasi tag di formattazione. Molti motori rilevano e penalizzano questo espediente.

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