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Sicilia, la regina dell’estate 2009

Certo i tempi non proprio facili che stiamo attraversando hanno spinto molte persone a rivedere la propria idea di ferie, ma gli italiani sembrano disposti a fare delle rinunce o a modificare le proprie abitudini, basta non togliere loro qualche settimana, o almeno qualche giorno, di meritato relax dopo un anno di lavoro. Abitudini diverse, si diceva: naturalmente di questi tempi non si possono più fare delle vacanze lunghissime, addirittura di un mese, come facevano i nonni e i genitori di alcuni di noi, e la durata delle vacanze si accorcia, andando spesso anche sotto i 15-10 giorni, per arrivare alle gite fuori porta della durata di un weekend. Un altro cambiamento significativo, che riflette la necessità di molti italiani di risparmiare dove possibile, magari sugli spostamenti, riguarda la meta delle vacanze estive: la percentuale di italiani che scelgono mete al di fuori dell’italico territorio è in diminuzione, mentre aumentano i vacanzieri che scelgono di trascorrere le proprie ferie in una località italiana, magari in un bed breakfast Palermo.

È la Sicilia, appunto, la regina dell’estate 2009: rispetto al 2008, l’afflusso di turisti verso l’isola è aumentato, e la Sicilia è risultata la meta italiana preferita dagli italiani. Se tra i desideri estivi degli italiani ai primi posti rimangono lidi stranieri, in particolare quelli spagnoli e della Grecia, per quanto riguarda gli spostamenti all’interno del Belpaese la Sicilia nel 2009 non ha avuto rivali. Merito certamente di un mare splendido, che nulla ha da invidiare a quello di molte località straniere, e delle spiagge bianchissime che non fanno rimpiangere neanche le mete più esotiche. La Sicilia, inoltre, rispetto ad altre mete altrettanto belle, come per esempio la Sardegna, non è ancora inflazionata e, come molte altre regioni italiane, custodisce un immenso patrimonio storico e artistico.

La forza della Sicilia sta nel suo saper coniugare bellissime città d’arte, Palermo e Catania in primis, con delle splendide spiagge dove potersi rilassare, prendere il sole e fare il bagno in acque cristalline: un turista può decidere scegliere tra gli affitti casa Palermo e visitare la città, per poi fare una capatina alla spiaggia di Mondello o, prendendo il treno o l’autobus e facendo qualche chilometro in più, ma senza dover mai dirigersi verso luoghi troppo remoti, raggiungere altre mete meravigliose, come Cefalù, frequentata da turisti provenienti non solo dall’Italia ma anche dall’estero. La Sicilia permette di passare, in un battito di ciglia, dalla visita alla cattedrale di Palermo ad una spiaggia attrezzata di Cefalù, da una passeggiata in Piazza Pretoria ad un tuffo nel mare che bagna la spiaggia di Carini o l’Isola delle Femmine.

E questi sono solo alcuni esempi: la Sicilia ha veramente molto altro da offrire. Non stupisce quindi che per l’estate del 2009 l’isola sia stata la meta preferita dagli Italiani: certo la crisi e la necessità di scegliere una meta non troppo lontana per risparmiare sul viaggio può aver influito, ma basta trascorrere un giorno in affitto stanze Palermo per capire che alla base della preferenza accordata da molti italiani a questa meravigliosa terra c’è molto di più.

A cura di Francesca Tessarollo – Posizionamento sui motori di ricerca


La Calabria, le sue spiagge e i suoi mari

Uno dei punti di forza della Calabria è il mare e molti turisti, sia italiani che stranieri, decidono di visitare la regione proprio durante la stagione estiva per godere appieno delle sue variegate e suggestive spiagge e del suo mare cristallino. D’altra parte l’estate, nella regione più a sud d’Italia, è molto più lunga che in altre regioni italiane, e i turisti che scelgono di trascorrere le proprie vacanze estive in Calabria campeggi non sono limitati, nella scelta del periodo, ai mesi di giugno, luglio e agosto, ma hanno la garanzia di poter trascorrere indimenticabili giornate al mare anche nei mesi autunnali e primaverili.

E che mare: la Calabria è una delle poche regioni italiane, insieme alla Sicilia, alla Puglia e alla Basilicata ad essere bagnata da due mari: il Tirreno a ovest e lo Ionio ad est, e i suoi oltre 700 km di costa costituiscono un meraviglioso quanto vario affaccio sul mare. Quando si va al mare, c’è chi preferisce le distese lisce di sabbia e chi invece subisce il fascino delle aspre coste rocciose, con scogli a picchio sul mare: in Calabria non serve scegliere fra le due opzioni, perché con il suo paesaggio variegato questa regione riesce ad accontentare proprio tutti. Proprio per questo, quando si visita questa terra, è quasi un peccato soggiornare in un unico villaggio della Calabria Marina per tutta la durata del viaggio e non spostarsi da lì: per conoscere, e quindi amare, questa terra in tutta la sua bellezza, l’ideale sarebbe avere un po’ di tempo a disposizione per andare alla scoperta dei diversi tipi di costa, dalle lunghe spiagge di sabbia alle piccole insenature abbellite dagli scogli, e tuffarsi e nuotare in mari diversi. Il territorio della Calabria, inoltre, è in gran parte montuoso, e questo dà vita ad un paesaggio unico, nel quale il mare si fonde con i monti, e in alcune zone, in particolare nella parte tirrenica, le montagne scendono a picco sul mare. Un vero e proprio spettacolo per la vista, che certamente non si può ammirare ovunque. Le coste che danno sul mar Ionio si caratterizzano invece per le grandi dimensioni, per tratti di sabbia finissima e per lo stato ancora selvaggio in cui versano alcune zone, meno frequentate dai turisti, e forse per questo motivo ancora più belle e affascinanti.

L’occhio vuole la sua parte, certo, e in questo senso alla Calabria non manca proprio nulla, ma le zone di mare, per essere amate e apprezzate, devono avere anche qualcosa in più: devono essere innanzitutto pulite, in secondo luogo devono essere pronte ad accogliere i turisti. Anche in questo senso la Calabria ha molto da offrire: con le 4 bandiere blu ottenute la scorsa stagione (la bandiera blu è un riconoscimento che viene dato alle spiagge italiane più accoglienti e pulite), la Calabria si è classificata al terzo posto tra le regioni del sud Italia, dopo Campania e Puglia, per accoglienza e pulizia: trascorrete una vacanza in un albergo o in un villaggio Calabria, dove il culto dell’ospite è ben radicato, e ne avrete una conferma tangibile.

A cura di Francesca Tessarollo – Consulenza web marketing


Lavorare di gusto: il critico enogastronomico

In effetti, poter disquisire dell’altrui ingegno, esaltare o distruggere in poche righe l’opera dell’intelletto umano – la cui realizzazione ha magari richiesto anni di studio – non è una responsabilità da poco. Un critico meritevole di tale titolo deve possedere conoscenze tecniche approfondite ed un’esperienza consistente della materia di cui tratta, ma da sole non bastano: il critico ha innanzitutto passione, e quindi una sorta di trasporto che gioca un ruolo essenziale nella redazione della recensione. Se poi questa è poco benevola, l’esperto sarà sicuramente oggetto di antipatia, poiché non se ne comprendono i parametri di giudizio e, talvolta, i toni spietati che decapitano onorabili attività commerciali. Insomma, la critica genera stress nel giudice e nel giudicato.

Tra i settori comunemente oggetto di critica, quello più goloso e piacevole nell’immaginario comune è sicuramente l’enogastronomia. Ma sarà davvero così? Vediamo dunque di cosa si occupa chi al ristorante cena e pranza per lavoro.

Il critico enogastronomico è la figura che valuta la qualità e la presentazione di una determinata pietanza e il contesto in cui questa viene servita, ovvero il ristorante. L’esperto enogastronomico ha pertanto un palato fine ed un occhio attento anche all’atmosfera della sala, un elemento spesso sottovalutato dai ristoratori e che determina l’apprezzamento o meno del cibo. Ecco che allora il critico nota la mancanza di finestre e luce naturale, che favoriscono il buon umore e attivano i recettori del gusto; l’acustica della stanza, ovvero una musica troppo alta o un brusio costante che può infastidire; la distanza tra i tavoli, che non deve isolare i clienti ma neppure privarli di intimità e, ovviamente, il servizio e la professionalità dei camerieri.

Certo, talvolta anche a loro rimane l’amaro in bocca. In particolare, i ristoratori contestano l’abitudine dell’esperto a non saldare il conto. Questo contenzioso si trascina avanti da anni, ed ancora non trova una soluzione che accontenti tutti. I ristoratori sostengono la necessità di pagare, per il timore di subire, oltre al danno di una eventuale recensione negativa, anche la beffa di un conto non saldato, mentre i critici giustificano quest’esigenza lamentando la mancanza di copertura economica da parte di coloro che commissionano le recensioni ristorante. Il punto è, sostiene la critica: “chi si occupa di autovetture acquista o noleggia ogni singola auto di cui scrive?”

Il critico enogastronomico, infatti, spesso non gode di un trattamento economico pari a quello dei colleghi che si occupano di motori, moda e spettacolo: mentre questo tipo di recensioni hanno una pubblicazione quotidiana e gli esperti beneficiano dell’assunzione diretta in redazione, il critico enogastronomico è spesso solo un collaboratore. Il rimborso forfettario non tiene conto dell’effettiva spesa a tavola, e appare ancora più inadeguato se il lavoratore deve spostarsi di città in città e di ristorante in ristorante Padova, Modena, magari Benevento. Insomma, è una vita amara quella di chi mangia per lavoro.

A cura di Andrea Gnoato – Servizio di posizionamento nei motori di ricerca




Uno sguardo alle Seychelles

La prima volta che se ne sentì parlare in Europa fu nel 1502, dopo il viaggio di Vasco da Gama; dopo varie vicissitudini storiche nelle quali Inghilterra e Francia si contesero la sovranità delle isole, gli inglesi assunsero il governo, e ora le Seychelles sono una Repubblica semipresidenziale. È molto evidente nella società e nella cultura delle isole uno stampo matriarcale: il controllo delle famiglie sta nelle mani delle donne di famiglia, che tra l’altro sono molto spesso nubili; il contributo maschile sta soprattutto nell’apporto economico, e le famiglie sono spesso formate da donne di varie generazioni che crescono insieme i figli più piccoli.

Essendo le Seychelles delle piccole isole al largo della costa settentrionale del Madagascar, la loro organizzazione è piuttosto complicata: devono essere autosufficienti in tutto. Soprattutto l’istruzione è un problema, che oggi sta per raggiungere una soluzione completa: lo stato si occupa dell’istruzione dei cittadini solo dal 1944, e il primo Istituto Tecnico venne inaugurato solo nel 1970; prima l’istruzione era affidata alla chiesa Cattolica e Anglicana, i cui missionari fungevano da insegnanti. Dopo la fondazione della prima scuola ne nacquero molte altre, una volta formati gli insegnanti, e ora l’alfabetizzazione dei giovani supera il 90%, e quella dei più anziani ha superato l’85% grazie alle lezioni offerte Seychelle agli adulti, istituite per rimediare al loro 60% di alfabetizzazione. Non esiste ancora però un’università; sono quindi in progetto dei corsi universitari in collaborazione con la London University, che saranno in grado di rilasciare titoli riconosciuti a livello internazionale.

Per vivere le Seychelles da turisti però non c’è nessuna preoccupazione: gli abitanti dell’arcipelago parlano creolo, ma anche inglese e francese grazie alle antiche colonizzazioni; in più, sono pronte ad accogliere i turisti per far loro trascorrere delle splendide vacanze in appartamento o in alloggi Seychelles. Il mare meraviglioso che circonda le isole è cristallino, e le spiagge paradisiache; stare su un’isola lontana da tutto e da tutti aiuterà chiunque a ritrovare la capacità perduta di rilassarsi e godere dei piccoli piaceri della vita. La gastronomia è influenzata dalle tradizioni francesi, dall’abbondanza di pesci dell’oceano indiano e dai sapori forti e speziati della cucina creola; le musiche tradizionali sono anch’esse frutto di una mescolanza di culture europee, africane e indiane, ed è un dato se non altro curioso che una parte importante delle spese familiari degli abitanti dell’isola sia costituita da eventi e feste di vario genere, tra matrimoni, anniversari, fidanzamenti e altre feste.

Molto più di un luogo di vacanza Seychelles sono paradiso di cui approfittare per riscoprire il piacere di vivere senza obblighi né doveri, circondati da una natura lussureggiante che ospita le maggiori colonie di uccelli marini al mondo, svariate specie di orchidee, i rarissimi pappagalli neri delle Seychelles, specie protetta e uccello nazionale delle isole … le bellezze e peculiarità che bisognerebbe elencare sono tantissime, ma la cosa migliore è vederle con i propri occhi.

A cura di Lia Contesso – Posizionamento motore di ricerca


Film e altri utilizzi delle materie plastiche

Purtroppo sappiamo bene che con la recente crisi economica e finanziaria ad essere colpite maggiormente sono state proprio le esportazioni, da sempre un elemento fondamentale per il buon andamento delle nostre aziende. Negli ultimi tempi si registrano timidi segnali di ripresa, che fanno ben sperare lavoratori e imprenditori. Per quanto riguarda la fabbricazione di articoli in gomma, in plastica ed altri prodotti di minerali non metalliferi, quindi inclusa anche la produzione film plastici, la variazione rispetto ai numeri di aprile 2009 è positiva (+2,6%), anche se nel confronto con lo stesso mese dello scorso anno l’indice perde il 21,9%. Segno negativo (-26,1%), inoltre, nel confronto tra i primi cinque mesi di quest’anno con l’analogo periodo del 2008.

I film plastici, anche se poco conosciuti, sono molto diffusi e utilizzati in diversi settori industriali. Sono derivati da alcune specifiche lavorazioni delle materie plastiche, come la termoformatura e l’estrusione a bolla, il miglior metodo per creare le bobine di polietilene. Uno dei settori in cui sono più utilizzati è senza dubbio quello degli imballaggi, un settore molto delicato che ogni giorno affronta molte sfide, ed ha pertanto bisogno di un imballaggio flessibile e di qualità per soddisfare le esigenze più disparate.

Tra le soluzioni messe in campo per soddisfare queste necessità vi sono i film estensibili. A questo proposito, ultimamente si è assistito ad un dibattito fra i sostenitori dell’anima in plastica o dell’anima in cartone di queste bobine: pare che l’anima in plastica, nonostante sia ritenuta meno ecologica, è preferibile a quella in cartone per una serie di ragioni. L’anima in plastica del film estensibile costa meno del cartone, e quindi la bobina, può essere riciclata svariate volte dopo l’uso, pesa meno, con minor spesa di carburante in caso di trasporto. Inoltre, quando le quantità utilizzate ne rendono conveniente il recupero, l’anima il plastica può essere restituita al fornitore per il riutilizzo.

L’uso di un’anima in plastica facilità, inoltre, il raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti dalla normativa ISO 14.001. Le aziende sono sempre più sensibili a questi temi ecologisti, e non mancano iniziative per produrre film con materiali diversi e biodegradabili, come per esempio il pomodoro. In effetti, ogni anno in Italia vengono lavorati più di sei milioni di tonnellate di pomodoro, producendo circa 120.000 tonnellate di scarti (soprattutto bucce e semini). Perché, allora, non provare a risolvere due problemi in un colpo solo, utilizzando le bucce dei pomodori per produrre nuovi materiali per imballaggi biodegradabili?

A pensarci sono stati i ricercatori dell’Istituto di chimica biomolecolare (Icb) di Pozzuoli, coordinati da Barbara Nicolaus in collaborazione con altri istituti napoletani del CNR: quello di chimica e tecnologia dei polimeri e quello di biochimica delle proteine. I film plastici realizzati con questi materiali sono completamente biodegradabili, dal momento che le loro componenti appartengono alla frazione organica putrescibile: una volta terminata la loro funzione possono quindi essere avviati al compostaggio. Due sono i settori principali per i quali è prevista l’applicazione di questo nuovo biomateriale: il film per imballaggio e per la protezione delle colture agricole.

Speriamo che queste innovazioni non tardino troppo a comparire nelle nostre industrie!

A cura di Martina Meneghetti – Agenzie web marketing


La Wall Sticker Mania, finalmente in Italia!

Gli adesivi murali, più comunemente chiamati “wall stickers” in inglese, sono stampe adesive di grandi dimensioni – alcune possono raggiungere i due metri di altezza/larghezza – usate per decorare pareti e superfici vuote. Le stampe attualmente disponibili sul mercato sono realizzate in un’ampia gamma di dimensioni, colori e soggetti, affinché possano integrare, o talvolta rivoluzionare, ogni stile d’arredamento. Ad esempio, un’immagine sottile, in bianco e nero, si integra perfettamente con l’essenzialità di un ambiente minimalista, mentre la stessa atmosfera può essere resa più calda, accogliente e personale con decorazioni dai colori luminosi. I consumatori sembrano premiare, in particolare, le stampe “Trompe l’oeil”, ovvero quelle immagini dettagliate e realistiche che ingannano la vista e creano l’illusione ottica dell’ombreggiatura e delle tre dimensioni.

I soggetti ed i temi per la decorazioni pareti variano moltissimo, poiché ogni immagine è frutto dello studio di un esperto designer, che l’ha concepita per uno scopo specifico. Alcune stampe possono essere considerate vere e proprie opere d’arte, con grande cura del dettaglio e del valore estetico, mentre altre hanno alla base concetti più articolati, la cui rappresentazione interagisce giocosamente e ironicamente con l’arredamento circostante. Per ambienti tradizionali, i temi più gettonati sono gli elementi naturali, come fiori, alberi ed animali (specialmente gatti ed uccelli) o gli oggetti d’uso casalingo, come stoviglie, barattoli o lattine. Case che invece abbracciano stili più moderni possono scegliere tra temi d’arredamento urbano, come lampioni, panchine o cavi dell’alta tensione, o addirittura d’arte astratta, come le bolle in stile anni 70, panorami cittadini o figure tribali e stilizzate.

Gli adesivi murali sono un’ottima soluzione – con risparmio di tempo, denaro e fatica – per la copertura di muri dai colori opachi, sporchi o crepati in qualsiasi stanza, giacché per ognuna è stato realizzato un set di adesivi tematici. L’impiego è particolarmente indicato nelle decorazioni camerette per bambini ed adolescenti in rapida crescita: gli adesivi sono infatti semplicissimi da attaccare e staccare, e potrete cambiarli di anno in anno, affinché la cameretta rispecchi sempre la personalità di vostro figlio. Le linee di stickers per bambini raffigurano i personaggi più celebri del mondo televisivo e video ludico, come Winnie de Pooh e Super Mario.

Inoltre, se non riuscite a trovare l’adesivo che si adatta al vostro gusto estetico, molti produttori offrono la possibilità di stampare il proprio set di adesivi con i soggetti che più vi piacciono. Questo servizio è rivolto soprattutto ad aziende ed enti pubblici che desiderano decorare l’ambiente di lavoro con il proprio logo ed altri motivi corrispondenti, Su richiesta, è persino possibile richiedere un sopralluogo ed una consulenza professionale, in modo da trovare la miglior soluzione decorativa tenendo conto del tipo di stanza, d’illuminazione, di posizione e contenuto dell’adesivo.

La stampa di un soggetto personalizzato è però piuttosto costosa; vi consigliamo pertanto l’uso dei programmi d’anteprima che i siti dei produttori mettono a disposizione. Caricando una foto della stanza interessata e sovrapponendovi le immagini degli adesivi standard, vi potrete fare un’idea molto vicina alla realtà del risultato finale.

A cura di Andrea Gnoato – Nuovi clienti


Creare ambienti caldi e accoglienti con le tende da esterni

La scelta dell’arredamento per gli esterni, dell’utilizzo degli spazi del giardino e dei tendaggi interni ed esterni è molto importante: le tende sono un dettaglio fondamentale, e insieme al mobilio e ai complementi d’arredo aiutano a definire lo stile della casa. Saranno le tende da interno a dare il tocco finale all’ambiente di casa, rendendolo più caldo e accogliente: danno una sensazione di intimità, e la loro scelta è dettata dai desideri personali di ciascuno e dalle sue particolari esigenze: possono essere più o meno coprenti, colorate o neutre, a tinta unita o fantasia, più o meno drappeggiate … insomma, una scelta abbastanza vasta da soddisfare i gusti e le necessità di tutti.

Una volta scelte le tende per la parte interna della casa, si potrà pensare alle tende da esterni: anche in questo caso, naturalmente, la scelta sarà determinata dallo stile della casa. La scelta sarà tra diversi generi di tenda, che può essere a cappottina, di facile istallazione e molto classica; a caduta, semplice ed elegante, oppure a bracci, molto resistente nel tempo. Poi si passa alle tende a cassonetto, moderne e meno visibili delle altre, a quelle dehor, che sono le più adatte se si desidera ombreggiare spazi larghi e profondi, e altro ancora: una gamma che si adatta ad ogni terrazza, giardino o spazio esterno da ombreggiare.

La scelta delle tende da sole esterni dipende, ovviamente, dal tipo di arredo che si è scelto per il proprio giardino, proprio come la scelta delle tende da interno dipende dall’arredamento della casa. Per esempio, se se ci sono dei pergolati le tende migliori sono quelle dehor, che permettono una copertura della parte superiore orizzontale del pergolato ed eventualmente, se lo si desidera, anche della parte verticale: all’occasione si può far scendere la tenda all’altezza giusta per potersi riparare al meglio dal sole, in modo da potersi godere nel migliore dei modi il proprio spazio in giardino sotto al pergolato, magari per un pranzo fuori o anche semplicemente per stare comodamente seduti in relax. Naturalmente anche la scelta del pergolato inciderà molto sullo stile dell’ambiente: si potrà scegliere tra pergolati classici in legno, moderni in alluminio, tecnici, semplici, decorati … una varietà pensata per tutti i gusti, offerta dalle varie aziende produttrici di questo genere di articoli per soddisfare al meglio le esigenze di tutti.

Scelti i tendaggi per l’interno della casa, tappeti moderni o classici, l’eventuale pergolato con relative tende, o, se non si ha lo spazio per il pergolato o non lo si desidera, delle tende sole da applicare all’esterno delle finestre e porte-finestre della casa, si sarà liberi di vivere la propria casa come si desidera: con la giusta intimità, calore, e luce. In fondo è questo quello che serve per sentirsi a proprio agio nella propria casa e per fare in modo che anche gli ospiti si sentano di entrare in un ambiente accogliente, che li faccia sentire a loro agio.

A cura di Martina Meneghetti – Indicizzazione siti web


L’eterno problema della casa: l’arredamento

Il problema, però, può trasformarsi in un gioco: perché non divertirsi a sognare la propria casa ideale, cercando gli arredi da mettervi dentro? Prendendolo in contropiede, il problema diviene il protagonista della storia, trasformando questa incombenza in una occasione positiva. Perché nella differenza tra stili c’è sia una questione estetica che una pratica, ed ognuno di noi è attratto da uno stile particolare: è la forma esteriore che fa nascere sensazioni diverse in ognuno di noi. D’altronde, l’arredamento è il vestito della casa, e come scegliamo il nostro stile di vestiario – quello che ci fa sentire a nostro agio – così dobbiamo fare per la nostra abitazione: dobbiamo capire e scegliere ciò che più ci fa sentire a nostro agio.

Ed allora basta sbizzarrirsi un po’, sognare e immaginare, ed ecco che la casa dei nostri sogni, come un castello da favola, prende forma. I mobili d’antiquariato di un soggiorno in stile classico, ad esempio, è uno stile che apprezziamo non solo perché belli, ma anche perché desideriamo vestire a festa la nostra casa. Se pensate che anche l’occhio vuole la sua parte, e pertanto sacrificherete volentieri un po’ di tecnologia moderna in nome del classico, il vostro sarà un castello fatato. Ma anche nei castelli fatati, oramai, è arrivata la modernità: classico non è più sinonimo di vecchio; i mobili in stile – a meno che non siano antichi davvero – possono nascondere le stesse funzionalità tecnologiche dei moderni. La caratteristica dei mobili d’antiquariato, in fondo, è quella di riportare ai fasti del passato, all’abbondanza di decorazioni, ad una bellezza ricercata ma mai scontata, che di solito desidera chi ha un po’ di nostalgia dei tempi andati ed è attratto sia dall’idea che dalla forma di ciò che è antico.

Ed ecco allora le camerette in stile classico, che tra baldacchini, drappeggi, tappeti, comò e decorazioni varie personalizzano ed arricchiscono la camera con particolari armoniosamente distribuiti e oggetti che danno piacere ai nostri occhi. Il colore più utilizzato è quello del legno naturale: legni pregiati come il ciliegio, il noce, il mogano, la radica daranno vita ai vostri mobili, le cui eleganti e caratteristiche venature risalteranno e saranno parte integrante del decoro: non coperte da uno strato di vernice, ma, al contrario, valorizzate.

L’arredamento per lo studio darà altrettanta gioia: scrivanie e librerie, ma anche poltrone, sedie e tappeti. Il tutto sempre in legno, sempre decorato, sempre lì per riempire i gli occhi e dare un senso di bellezza studiata e mai casuale alla vostra casa. Sebbene sia vero che la bellezza non è mai casuale, in taluni casi è più nascosta, mentre in altri, invece è volutamente ostentata. Non è certo una bellezza semplice quella dell’arredamento stile classico: semplicità non è una parola che si addice a questo tipo di arredamento; ma bellezza e ricercatezza lo descrivono sicuramente in modo appropriato.

Se il problema dell’arredamento della vostra casa può dunque diventare un gioco, buon divertimento!

A cura di Lia Contesso – Aumentare vendite


L’Abbazia di Montecassino ed altre perle laziali

Un soggiorno in Lazio, per esempio, significa certamente Roma, ma la visita potrebbe includere anche delle gite fuori porta: a Cassino, cittadina vicina al confine con la Campania, accogliente ed antica, potrete ammirare la celeberrima Abbazia di Montecassino, fondata da San Benedetto da Norcia nel 529. Il monastero venne più volte distrutto: nel 584 durante l’invasione dei Longobardi e nel 883 dai Saraceni; fu ricostruito rispettivamente nel 717 e nel 949. L’abbazia fu poi abbattuta altre due volte: nel 1349, a seguito di un terremoto, e nel 1944, a causa di un bombardamento durante la famosa battaglia di Cassino. L’attuale ricostruzione, datata 1956, è la riproduzione esatta dell’edificio medievale.

Le attività dell’ordine benedettino, fondato da San Benedetto, si concentravano sullo studio ed il lavoro; la società del monastero, solitamente costruito in una zona isolata, lontana dal centro Cassino, era strutturata in modo ben definito e l’organizzazione era fondata sulla preghiera comune e personale e, appunto, sullo studio ed il lavoro. L’istruzione, inoltre, non comprendeva solo quella religiosa, ma anche quella scientifica ed artistica, intendendo stimolare i monaci appartenenti all’ordine ad una sana e ampia curiosità. I monaci benedettini si diffusero moltissimo, costruendo migliaia di monasteri, tanto che Carlo Magno, riconoscendo il loro elevato livello d’istruzione e cultura, affidò proprio a loro il compito di organizzare un sistema scolastico regolare.

L’Abbazia di Montecassino, quindi, fu per tutto il Medioevo un fervente centro culturale ed artistico, nel quale le opere antiche venivano trascritte e conservate con cura in archivi e biblioteche e i monaci si impegnavano in scuole scrittorie e miniaturistiche. L’importanza artistica dell’abbazia crebbe molto nel IX secolo, quando uno dei suoi più illustri abati, Desiderio (che sarà poi papa Vittore III), ordinò la ricostruzione del monastero, adornandolo con preziosi affreschi e mosaici.

Spostandovi di una cinquantina di chilometri e scegliendo di pernottare presso un hotel nel Lazio potrete visitare anche un’altra meta interessante, Sora. L’antica cittadina di Sora era un importante punto strategico per lo sviluppo dell’Impero ai tempi dei Romani; divenne poi un Ducato nel XV secolo, e la sua storia antica è ancora ben visibile nel suo territorio: la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Chiesa di Santa Restituta, l’Abbazia di San Domenico, il Castello di San Casto e Cassio, tutti monumenti che testimoniano la ricca storia di questa cittadina dell’entroterra laziale. Infine, non sono da sottovalutare le bellezze naturali della zona: il fiume Liri attraversa la città di Sora, e a pochi chilometri forma due bellissime cascate, la Cascata Grande e la Cascata del Valcatoio. Caratteristica peculiare della Cascata Grande è l’insolita presenza all’interno del centro storico di una città.

A cura di Martina Meneghetti – Società di marketing


La spiaggia di Milano

In quegli anni il comune di Cervia era in piena crescita: da piccola cittadina che basava la sua economia su pesca, produzione di sale e agricoltura, si stava trasformando in un centro turistico. Il cambiamento è iniziato anche grazie alla costruzione delle prime linee ferroviarie della zona: la prima, che collegava Ravenna e Cervia, fu ultimata nel 1884, e la seconda, costruita nel 1889, collegava Ferrara, Ravenna e Rimini. Toccata da entrambe queste linee, Cervia iniziò a ricevere molte più visite, e la sua crescita turistica ebbe inizio: il primo stabilimento, risalente al 1882, cominciò a funzionare molto di più.

L’arrivo della ferrovia segna l’inizio della storia turistica della riviera romagnola e spiega l’odierna densità di affittacamere e hotel Gabicce Mare, Cervia e Milano Marittima. In particolare, il successo di Milano Marittima non è solamente legato a questo evento, ma anche ad un accordo esplicito con la ditta Maffei, un’importante famiglia milanese. In questo accordo il comune di Cervia concedeva ai Maffei un’ampia zona di relitti, che in cambio dovevano fabbricare villini e parchi per trasformare quell’area praticamente in disuso in una zona turisticamente attiva.

Di qui nacque, ovviamente, il forte legame di quella rinnovata zona di Cervia con Milano, ed ecco il nome di Milano Marittima. Nel 1911 venne costituita la “Società Milano Marittima per lo sviluppo della spiaggia di Cervia”, il cui scopo era quello di organizzare la nascita della nuova zona balneare.

Lo stile che si scelse di utilizzare nella vecchia zona dei relitti fu quello della Città giardino, un progetto urbanistico nato in Inghilterra verso la metà del XIX secolo che si proponeva di unire la comodità della vita cittadina alla genuinità della vita in campagna e già sperimentato con successo negli hotel entroterra Romagna: questa necessità era stata indotta dall’enorme crescita industriale di quel periodo, che in certi casi aveva portato ad un imbruttimento delle città più colpite da questo sviluppo improvviso. Seguendo i dettami del progetto della Città giardino, a Milano Marittima furono costruite villette singole, che assicurano comodità e un’autonomia che altri tipi di costruzione non permettono, nella pineta in cui è immersa la località. Mantenendo quindi la zona verde di parchi, giardini e pinete, la costruzione delle villette singole continuò per molti anni, interrotta solo dai conflitti mondiali; ma già nel 1927, grazie anche al contributo di Milano Marittima, Cervia fu riconosciuta “Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo” da un decreto ministeriale.

Ormai era fatta: oltre ai villini si cominciarono a costruire anche i primi alberghi, colonie e locali, non solo a Milano Marittima ma lungo tutta la costa (si pensi agli hotel Pinarella Cervia, ad esempio). Oggi Milano Marittima è conosciuta e apprezzata, oltre che per la sua disponibilità ricettiva e le sue strutture balneari, proprio per l’abbondanza di bar, pub, sale giochi e discoteche: tutto ciò attira una grossa fetta di turismo, soprattutto quello dei giovani, che infatti frequentano in massa la zona, amata da chi dal divertimento si aspetta attività. Chi invece per divertimento intende relax è comunque benvenuto a Milano Marittima, che è in grado di offrire tutto il relax di cui si ha bisogno grazie ai suoi organizzatissimi stabilimenti balneari e alberghi.

A cura di Lia Contesso – Strategie di vendita


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