Chimica e Farmacia

Miopia Laser PRK: Tutto Quello Che Devi Sapere

La PRK (PhotoRefractive Keratectomy o fotocheratotomia refrattiva) fa parte della chirurgia refrattiva. Messa a punto all’inizio degli anni 80, è stata approvata dalla FDA americana nel 1995, anche se era già utilizzata in altre nazioni come in Canada.

La PRK è eseguita con un laser ad eccimeri che emette un fascio di luce ultravioletto con altissima energia specifica, ma basso potere penetrante nelle cellule biologiche, causando una fotoablazione per dissociazione molecolare su strati infinitesimali e senza danno per le cellule adiacenti.

Il raggio laser può rimuovere, entro valori predeterminati dal chirurgo, degli strati monocellulari, in quanto interrompe i legami tra le molecole e provoca una evaporazione del bersaglio. Con ritocchi infinitesimali, la curvatura della superficie corneale dell’occhio viene quindi adattata in modo permanente secondo le nostre esigenze.

La PRK è particolarmente efficace nel trattamento della miopia: in questo caso lo specialista rimuove la parte centrale più superficiale della cornea, detta epitelio corneale, ottenendone così un appiattimento.

Per correggere l’astigmatismo, la cornea deve invece essere resa maggiormente sferica. L’operatore provvederà a modificare la forma del raggio per poter rimuovere il tessuto nei ounti necessari.

Per correggere l’ipermetropia il trattamento prevede invece una fotoablazione di un anello periferico corneale così da permettere una maggiore curvatura centrale della cornea.  Si può eseguire solo in casi di ipermetropia con valori medi.

1) Prima dell’Intervento
Per prima cosa è necessario individuare un bravo professionista del quale possiamo fidarci. Alla prima visita farà un esame dei nostri occhi per determinare quale tipo di correzione necessitiamo e qual è il grado di ablazione da eseguire. Saremo sottoposti alla topografia corneale che permette di fotografare il nosto occhio e creare una mappa della nostra cornea. Nessuno di noi ha una cornea perfettamente rotonda e con la topografia è possibile identificare le irregolarità che il chirurgo deve correggere.

Durante la visita il medico si informerà sulle nostre condizioni generali di salute e dei farmaci che stiamo eventualmente assumendo. Alcune malattie rendono impossibile l’intervento di PRK, mentre in altri casi è possibile, ma solo dopo aver risolto i problemi pre-esistenti.

2) Durante l’Intervento
La PRK è una procedura ambulatoriale: entriamo e usciamo dallo studio con le nostre gambe, non dobbiamo essere ricoverati! La procedura non richiede più di un minuto e rimaniamo svegli per tutto il tempo. In alcuni casi viene dato un blando sedativo per bocca.

La maggior parte delle persone non sente nessun dolore durante la PRK: i nostri occhi sono prima anestetizzati con un alcune gocce di collirio anestetico, poi veniamo fatti sdraiare sulla poltrona dell’oculista e posizionati sotto l’apparecchio laser. Si opera sempre un occhio per volta. E’ applicato un divaricatore per mantenere le nostre palpebre ferme, ma non è fastidioso. E’ presente anche un anello aspiratore che ha funzione di mantenere l’occhio immobile.

A questo punto l’oculista regola sul computer i parametri del laser affinchè si adattino alle nostre esigenze di correzione. Ci chiederà di fissare un puntino luminoso per un breve periodo mentre attraverso la strumentazione osserva il nostro occhio per assicurarsi che rimanga sempre nella stessa posizione durante il funizionamento del laser. E’ molto importante mantenere lo sguardo fisso sulla sorgente luminosa per ottenere il miglior risultato dall’intervento.

Durante il funzionamento il laser emette dei click che indicano che l’emissione degli impulsi: è possibile percepire un odore un po’ acre dovuto al tessuto che viene rimosso, ma non preoccupatevi, è assoultamente normale! Maggiore è la correzione da effettuare, più tempo ci vorrà per completare la procedura.

L’oculista ci potrà fare una prescrizione per il dolore post-operatorio, ma la maggior parte delle persone non ha grandi fastidi e riferisce una sensazione di un dolore sopportabile.

Non abbandoneremo subito lo studio dopo esserci sottoposti alla PRK, ma rimarremo per un po’ di tempo a riposo. Nel frattempo l’oculista ci avrà applicato una lente a contatto terapeutica ed un collirio antibiotico. E’ consigliabile non guidare per il rientro a casa: ci faremo accompagnare da un amico o un parente così avremo un apreoccupazione in meno!

3) Dopo l’intervento
Nei giorni che seguono l’intervento, l’occhio rimane dolente fino a che le cellule superficiali della cornea, rimosse con la fotoablazione, non si sono riprodotte. Il recupero visivo avviene in 2-3 settimane, mentre il completo processo di guarigione, che dipende dalla reazione biologica individuale, richiede talvolta alcuni mesi. Dopo una settimana è possibile eseguire il trattamento di PRK sull’altro occhio.

E’ opportuno nn fare sforzi fisici prolungati per almento una settimana per non interferire con il processo di guarigione. Evitare di strofinarsi gli occhi (raccomandazione che ci verrà fatta a più riprese dal nostro oculista).

4) Complicazioni Post Operatorie
Tra le complicazioni post-operatorie abbiamo le infezioni o i disturbi della visione notturni (aloni attorno alle fonti luminose o stir luminose). Se dopo la chirurgia laser torniamo a vedere perfettamente, avremo sempre bisogno degli occhiali, quando raggiungeremo un’età attorno ai 40 anni: questa condizione fisiologica (non è una malattia)si chiama presbiopia.

Dott. Andrea Valli
oculista
www.andreavalli.it

Dott. Luigi Fusi
oculista
www.luigifusi.it


Sapone naturale da frutta contro detersivi chimici per bucato e saponi

In India e Nepal i saponi naturali di origine vegetali sono utilizzati da secoli ed hanno definito alcuni vantaggi rispetto ai detersivi chimici per il bucato. Mettiamoli a confronto.

I saponi naturali in pratica vengono crescono e vengono estratti sugli alberi. Si tratta di frutti dalla struttura denominata Sapindus e non contengono alcuna tipologia di sostanza chimica, tintura oppure qualsiasi altra fragranza artificiale. Il Sapindus crescere in regioni tropicali e quindi molto calde, sono alberi che si trovano principalmente in India, Indonesia, Nepal ed altri paesi del sud-est asiatico. Sono molto facili da utilizzare sono molto sicuri per la sicurezza a lungo termine sia del corpo sia della natura.

Uno studio comparativo delle due tipologie di detergenti industriali può sicuramente dare un quadro chiaro di ciò che il sapone naturale derivante dalla frutta sia in grado di offrire in termini di detersione. Iniziamo da alcuni svantaggi che portano la maggior parte dei detergenti chimici (se non selezionati con cura).
Detergenti chimici: questi detersivi per bucato o comunque per qualsiasi applicazione di igiene e pulizia sono costituiti, principalmente, da sostanze chimiche e tossine che se non controllate possono influenzare l’ambiente nel lungo termine. In effetti, se i prodotti detergenti risultano essere di scarsa qualità (in modo particolare quelli a basso costo) possono contenere coloranti artificiali che si insidiano nel bucato anche dopo il risciacquo ed a lungo andare possono risultare, a contatto con la pelle, dannosi per il corpo umano. Inoltre se il detersivo chimico viene esposto alla luce del sole, esso evapora provocando un’aria malsana non adatta alla respirazione.
Alcuni detersivi, e purtroppo è sempre più frequente, possono contenere enzimi noti per causare eczema e psoriasi. Inoltre, se viene inalato per via aerea il ipoclorito di sodio (contenuto in molti detergenti di basso profilo) può causare irritazioni polmonari e fastidi agli occhi ed alla pelle. Inoltre, un prodotto a base chimica può causare la prematura usura dei vestiti, in quanto molto aggressivo sui tessuti e le fibre che li compongono.
Per la pulizia di superfici e pavimenti, solitamente questi detergenti vengono applicati con dei dischi abrasivi che ne aumentano l’efficacia e l’effetto erosivo, se non ben controllati l’unione di questi due agenti possono rovinare vistosamente anche le superfici più robuste e resistenti.
Detergenti naturali: il sapone di origine naturale estratto dalla frutta non contiene alcuna sostanza chimica o tossina in quanto hanno al loro interno un’essenza chimica naturale chiamata saponina. Questa è presente con una concentrazione piuttosto elevata (circa 10-18%) ed agisce proprio come un detergente naturale, quando viene in contatto con l’acqua. Naturalmente questi prodotti sono al 100% biologici e quindi completamente bio-degradabili. Inoltre possiedono un enzima naturale che funge da anti-batterico che sconfigge i microrganismi nocivi, questo non provoca alcun tipo di reazione allergica ed evita infezioni alla pelle.
In ultimo, il sapone naturale per biancheria non danneggia i tessuti e protegge le fibre di colore.

Questa un breve confronto fra detergenti chimici scadenti e saponi naturali per il bucato e per la pulizia di superfici. Pertanto, quando si sceglie un prodotto per la pulizia della casa, occorre fare molta attenzione alla provenienza della produzione detergenti ed alla loro composizione chimica, sempre che si voglia salvaguardare se stessi, le generazioni future e quindi l’ambiente.

A cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl – Web agency


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