Salute e Benessere

Liquori calabresi…..estivi, e non solo!!

Liquori in tutte le stagioni?? Un po’ strano, ma è così!! Certo d’inverno un tonificante liquorino non guasta mai, a fine pasto o in qualunque occasione della giornata è sempre ben gradito.

Ma d’estate……ne vogliamo parlare?? Eppure ci sono degli elisir gradevoli in ogni momento dell’anno, anche, anzi specie nella stagione più calda. L’importante che abbiano quel tocco di schiettezza, originalità e (..soprattutto!!) una contenuta gradazione alcolica (25/30° max).

Ecco, ad esempio, i liquori della tradizione calabrese, di antica ricetta e fatti ancora artigianalmente, proprio come quelli della nonna, che si scoprono navigando in rete su qualche sito di commercio elettronico di prodotti tipici calabresi: realizzati a base di frutti tipici ed erbe spontanee della regione, gli elementi peculiari che contraddistinguono questi prodotti sono appunto il sapore originale, l’aroma inconfondibile delle cose naturali, la gradevolezza al palato per via del contenuto livello di alcool.

Si spazia, così, dal liquore alla liquirizia, ovviamente quella calabrese, “la migliore in assoluto” considerando che di proposte analoghe in giro ce ne sono numerose, ma che hanno un po’ tutte un sapore per così dire “annacquato”; viene preparato con aromi, essenze, e profumi di piante (radici di liquirizia) tipiche della zona, seguendo un processo artigianale di macerazione a freddo.

O ancora quello di mandarini clementine tassativamente provenienti da zona tipica di produzione, dai retrogusti infiniti che raccontano delle verdi e pianeggianti zone della Calabria nelle quali vengono coltivati; o quello introvabile di alloro, che si caratterizza in particolare per le sue virtù altamente digestive; ed ancora quello di finocchietto selvatico, opportunamente raccolto in primavera e lasciato pazientemente a decantare per ottenere un preparato corposo e delicato al tempo stesso, molto simile a quegli affascinanti liquori sedicenti terapeutici, di sapore medioevale, frutto della mirabile pazienza dei frati.

Per favorirne un consumo anche “estivo” vengono proposti in originali bottiglie “anfora” termoresistenti, si da poterle tenere comodamente in freezer e servire “a temperatura ok” al momento più opportuno: ed ogni volta (garantito!!), è una vera festa, una indicibile esplosione di sapori, che sorprende il palato lasciando in bocca tutto il sapore delle buone cose del nostro meridione.

E la loro valenza “anticanicolare” si svela ancor di più allorquando li utilizziamo per caratterizzare ogni tipo di gelato, ovvero per regalare quel tocco di esclusività su ogni tipo di macedonia di frutta: e per entrambi gli usi è proprio il momento più opportuno.

Il loro segreto sta in una parola forse dimenticata, in epoche di stress e corri e fuggi continui, ma che sovviene sempre quando c’è da parlare di cose buone: la pazienza nell’attendere che il preparato sia pronto a puntino per il consumo. Ecco, la naturalezza  ed eccezionalità di questi prodotti unici nel gusto, dalle mille valenze ed usi, consente di scoprire e degustare un lato forse poco esplorato della gastronomia della Calabria: l’arte della distilleria.

Sembra più che scontato ricordarlo, ma un piccolo promemoria non guasta mai: il migliore modo per poter gustare in modo eccezionale queste delizie, è uno solo - la moderazione – in ogni momento dell’anno!!


Dottor Umberto Iaquinta, anestesista a Cosenza

Umberto Iaquinta è un dottore laureato in Medicina e Chirurgia c/o Università degli Studi di Milano e specializzato in Anestesia Rianimazione,Terapia Antalgica

Fonti dell’articolo sul dottore Umberto Iaquinta e la sua professione di medico anestesista:
Dottor Umberto Iaquinta su Economia Oggi
Dottor Umberto Iaquinta su Web of Quality

 

Il dottor Umberto Iaquinta, svolge la propria professione di medico anestesista a Cosenza, ma spesso, appena può ritagliarsi un poco di tempo libero, pratica volontariato in paesi poveri e disagiati come in Sud Etiopia.

Umberto Iaquinta è attualmente Dirigente Medico di Anestesia e Rianimazione con incarico di Struttura Semplice e Responsabile della Centrale Operativa SUEM 118 Ospedale San Giovanni in Fiore (Cosenza).

Il Dottor Umberto Iaquinta ha contribuito allo svolgimento di una delle missioni umanitarie più dure ma allo stesso tempo più gratificanti per l’animo, infatti , insieme ad altri volontari, medici e dottori è partito verso l’Africa, per aiutare sia con l’applicazione di protesi permanenti i bambini più piccoli con grandi problemi e disagi come malformazioni, lussazioni ferite e sia moltissime mamme partorienti costrette a partorire in ambienti disagiati con parti cesari che le hanno salvato la vita.

Dottor Umberto Iaquinta e la missione Gighessa:

Questa missione umanitaria a cui il dottor Umberto Iaquinta ha partecipato prende il nome dalla località in Etiopia chiamata appunto Gighessa in cui l’organizzazione ONLUS pro GIGHESSA opera, e che ha reso possibile migliorare la qualità della vita di molte persone bisognose non solo sfamandole e curandole, ma anche cercando di creare veri e propri programmi di alfabetizzazione e che si proiettano verso una crescita economica magari autonoma.

Tutta l’organizzazione ONLUS pro GIGHESSA non pone limiti alla diversità delle persone, della religione dei sessi e di nessun tipo, infatti essa si propone di prestare le proprie cure e offrire i propri aiuti a chiunque ne avesse bisogno e si trovasse in difficoltà.

Il dottor Umberto Iaquinta dal 2001 svolge attività di medico volontario presso le missioni cattoliche in Africa.

Potrete reperire tutte le informazioni necessarie a conoscere il dottor Umberto Iaquinta su:
Dottor Umberto Iaquinta anestesista
Dottor Umberto Iaquinta volontario

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Dottor Umberto Iaquinta, blog Libero
Dottor Umberto Iaquinta su Myblog

Ultimi aggiornamenti e news sul dottor Iaquinta e le missioni umanitarie svolte:http://blog.staffinformatico.it/off-topic/free-software/news-su-umberto-iaquinta-e-la-missione-gighessa/
http://recensioniaziende.blogspot.com/2010/07/umberto-iaquinta.html

Contatti:
Dottore Umberto Iaquinta, medico anestesista
umbertoiaquinta@gmail.com


Presbiopia un Problema Comune che le Moderne Tecnologie Cercano di Risolvere senza l’Utilizzo degli Occhiali

La presbiopia, dal greco presbys (πρέσβυς) che significa vecchio è un fenomeno naturale che si manifesta intorno ai 40 anni. Tutti gli individui di entrambi i sessi dopo questa età diventano presbiti. Questo fenomeno si presenta più precocemente nei soggetti ipermetropi e negli astigmatici e in modo meno evidente, nei miopi.

Nell’occhio si trova una lente chiamata cristallino. Nel bambino e nel giovane in assenza di malattie questa lente permette di vedere chiaramente sia da lontano che da vicino in quanto l’accomodazione, meccanismo di messa a fuoco naturale, permette una precisa messa a fuoco delle immagini sulla retina. Attorno ai 40 anni la presbiopia inizia poco alla volta a presentarsi rendendo gradualmente più difficile la lettura a distanza ravvicinata.

Va subito detto che la presbiopia non è una malattia, ma è la fisiologica e naturale evoluzione dell’occhio nel corso degli anni: con la perdita di elasticità del cristallino la lettura è più difficoltosa ed è consueto il gesto di allungare le braccia per riuscire a distinguere chiaramente le parole scritte. Interessando moltissime persone, da molti anni si sta cercando di ovviare al problema degli occhiali da lettura. Chi fa certi tipi di lavori e professioni mal sopporta l’utilizzo degli occhiali da lettura. Inoltre la lenta progressività del fenomeno rende necessario dopo un certo numero di anni l’aumento della potenza degli occhiali per vicino, anche se, attorno ai 65 anni si ha una stabilizzazione del fenomeno.

Sintomo principale della presbiopia è la difficoltà di lettura alla quale sono associati altri disturbi come l’affaticamento visivo nella lettura prolungata, lo sdoppiamento delle lettere, arrossamento agli occhi, lievi bruciori e anche mal di testa.

Possiamo avvalerci di diversi tipi di trattamento come gli occhiali, le lenti a contatto, la chirurgia, il laser e la radiofrequenza, i cristallini artificiali, la monovisione. Oltre ai ben conosciuti occhiali da lettura, le lenti a contatto multifocali per la presbiopia non sono così largamente impiegate come avviene invece per la miopia: ciò è dovuto al grado di qualità visiva offerta che non è spesso ottimale, associato alla scarsa praticità e alla manutenzione che è laboriosa.

Per quanto riguarda il capitolo chirurgia, sono diversi i tipi di intervento chirurgico che sono stati utilizzati ed altri sono in via di perfezionamento per curare la presbiopia. Gli inserti sclerali utilizzano un impianto di piccoli tasselli di materiale plastico nella sclera in prossimità del muscolo ciliare dell’accomodazione per costringerlo a mantenere una maggiore capacità nella messa a fuoco. E’ un intervento che non è più utilizzato a causa della procedura macchinosa e per i possibili fastidi che possono manifestarsi dopo l’intervento.

Le incisioni radiali sulla sclera si eseguono con il bisturi o con il laser sulla sclera ottenendo una discreta correzione della presbiopia, ma con diversi inconvenienti per cui si utilizza raramente.

IL laser e la radiofrequenza (REFRATEC) rientrano nelle tecniche termiche che sono approvate all’ente americano FDA e utilizzano il calore per modificare la curvatura della cornea e correggere la presbiopia o una leggera ipermetropia. La tecnica è di semplice utilizzo ed è a basso rischio. Ha una durata limitata nel tempo (circa 3-6 anni) per cui è necessario ripeterla periodicamente. Ciò non è da considerarsi negativamente in quanto la presbiopia evolve gradatamente nel tempo per cui una nuova correzione si renderebbe comunque necessaria. E’ una tecnica utilizzata soprattutto nella monovisione.

Sono anche allo studio varie tecniche multifocali con i laser di superficie quale il laser ad eccimeri. E’ necessario ancora un perfezionamento di queste tecniche per ottenere una qualità della vista soddisfacente sia per lontano che per vicino.
Queste tecniche possono comportare vari tipi di disturbi funzionali come un calo visivo per lontano, uno sdoppiamento delle immagini, una difficoltà di visione notturna).

Queste tecniche sono utilizzabili specie in soggetti che hanno una moderata ipermetropia e richiedono una grande precisione nell’esecuzione e di apparecchiature laser appropriate. Bisogna anche considerare che il trattamento multifocale della cornea con il laser può essere fatto solo una volta, per cui non può risolvere la presbiopia che essendo un processo evolutivo, si ripresenterà dopo alcuni anni.

Ci sono poi i cristallini artificiali e cristallini fachici che consistono in lentine che vengono inserite all’interno dell’occhio (senza rimuovere il cristallino naturale) con un breve e rapido intervento ambulatoriale, eseguibile con un’anestesia di superficie con collirio. La lentina è inserita nell’occhio davanti all’iride e rimane centrata in corrispondenza della pupilla. Non sempre forniscono una buona qualità di vista, sia per vicino che per lontano per cui sono raramente utilizzate per la presbiopia, mentre sono adatte per correggere la miopia.

Invece i cristallini Pseudofachici multifocali e accomodativi si basano su lentine che sono inserite all’interno dell’occhio in sostituzione del cristallino con un meccanismo simile con cui si sostituisce la cataratta con un cristallino artificiale, per consentire una buona visione sia per lontano sia per vicino senza la necessità di utilizzare occhiali. Sono state realizzate delle lentine di tipo multifocale che sono composte da diversi sottili anelli concentrici con diverso potere proprio per sfruttare al meglio la visione contemporanea da lontano e da vicino.

Le lentine accomodative sono state realizzate invece per riprodurre il meccanismo fisiologico meccanismo della messa a fuoco del cristallino umano. La lentina subisce dei minuscoli movimenti in avanti e indietro che le consentono di mettere correttamente a fuoco le immagini, come se fosse un cristallino naturale.

Questi tipi di lente, multifocali o accomodative, possono in qualche caso comportare una moderata riduzione della sensibilità al contrasto (capacità di differenziare gli oggetti) con possibile difficoltà di guida notturna e possono presentare qualche difficoltà di visione al computer. Tali problemi, quando si presentano, si riducono nel tempo e nella maggioranza dei casi trattati scompaiono nel giro di qualche mese.

Sono lenti che forniscono un risultato ottimale, ma è necessaria molta precisione nel calcolo e nella procedura d’impianto; cosa non sempre possibile. Nel caso non si ottenga ciò può essere necessaria o la sostituzione del cristallino o un ritocco con il laser per correggere un eventuale difetto visivo residuo oppure l’uso saltuario di occhiali.

Le tecniche con cristallino multifocale sono ormai ben collaudate, ma richiedono un’attenta selezione del paziente per il loro impiego e una preparazione di alto livello del chirurgo, oltre che una disponibilità del paziente ad accettare qualche piccolo inconveniente per raggiungere l’obiettivo dell’eliminazione totale dell’occhiale.

La monovisione è invece una articolata modalità per correggere parzialmente il problema della presbiopia e consiste nel dare al paziente la monovisione. Si fa in modo che l’occhio dominante sia usato per vedere da lontano e quello non dominante usato per la visione da vicino. (Ogni individuo ha un occhio che viene utilizzato più dell’altro ed è chiamato dominante).

Prima di sottoporsi a questo tipo di trattamento è importante valutare attentamente le necessità visive e lavorative del soggetto, infatti qualche individuo potrebbe avere difficoltà ad adattarsi alla monovisione. E’ possibile fare delle simulazioni del risultato finale con l’utilizzo di lenti a contatto, così che ci si può rendere conto di come sarebbe la propria vista in monovisione.

La monovisione si ottiene rendendo l’occhio dominante leggermente miope: ciò è possibile con l’utilizzo di tecniche come gli occhiali, le lenti a contatto, il laser ad eccimeri, il laser ad olmio (LTK), la radiofrequenza, le lenti intracorneali, le IOL fachiche, le IOL pseudofachiche. Sono necessarie normalmente da due a quattro settimane perché ci si adatti alla nuova situazione: il cervello impara a sopprimere ad ogni distanza l’immagine sfuocata, usando solo l’immagine a fuoco di uno dei due occhi.

Dott. Andrea Valli
medico oculista
www.andreavalli.it

Dott. Luigi Fusi
medico oculista
www.luigifusi.it


L’evoluzione della Flebologia in Chiave Estetica con le Nuove Procedure di Cura e Prevenzione

La flebologia è da tempo considerata una disciplina anche ad indirizzo estetico in quanto molti dei suoi disturbi ad impatto prevalentemente estetico, in realtà sono legati alla sottostante presenza di una alterazione della circolazione venosa superficiale periferica o linfatica. Teleangectasie, vene varicose, cellulite e gamba gonfia rappresentano disturbi molto diffusi e sentiti.

Le soluzioni più recenti prevedono la messa in atto di differenti tipi di trattamento i quali non devono essere considerati come delle alternative o in contrapposizione tra loro, ma al contrario vanno intesi come metodi complementari per ottenere un miglior risultato finale.

I cosiddetti capillari sono caratteristicamente localizzati sulla faccia esterna delle cosce o nella parte interna delle ginocchia, ed essi stessi rappresentano non solo un problema considerato estetico, ma sono la manifestazione superficiale di un verosimile disturbo circolatorio un po’ più profondo.

Per altro risultano nella maggior parte dei casi associati ad altre situazioni quali in particolare accumuli adiposi localizzati che si vengono a trovare nelle stesse zone di localizzazione dei capillari, faccia esterna delle cosce e regione interna delle ginocchia oppure gonfiori che caratteristicamente interessano la parte più distale delle gambe e le caviglie.

Questi tre elementi patologici e cioè alterazione circolatoria, accumulo adiposo, ristagno di liquido, tendono ad auto-alimentarsi e ad auto-mantenersi nel tempo portando ad un lento ma costante e progressivo peggioramento della situazione.

Si è quindi andata delineando nel tempo la necessità di un approccio di tipo più globale, cosiddetto olistico, nella gestione di questo genere di problema, con un assetto terapeutico che abbia la funzione di portare ad un miglioramento generale grazie ad un naturale ripristino della funzione biologica dei vari tessuti.

Gli approcci terapeutici più avanzati per questo quadro clinico prevedono l’uso combinato di terapie mirate all’eliminazione della malattia venosa, scleroterapia ed eventuale utilizzo contemporaneo di tecniche di microcoaugulazione laser introvenosa, unitamente alla intradermoterapia localizzata, la quale mediante l’introduzione di farmaci o comunque prodotti ad azione migliorativa sul circolo venoso, linfodrenante, lipolitica e di stimolazione dei tessuti interstiziali, porteranno al miglioramento più generale con l’ottenimento dell’effetto desiderato.

Dott. Giuseppe Serpieri
tel. 335.679.1027
serpieri@flebologia.it
www.flebologia.it


Corredino neonato: cura e igiene del proprio bambino

Shampoo, crema, latte detergente per il benessere dei più piccoli

Un corredino neonato che si rispetti ha tutto l’occorrente necessario per la pulizia e l’igiene del proprio figlio: il bagnetto, non dimentichiamolo, è un momento molto importante per prendersi cura e coccolare i piccolini. Ecco di cosa non si può fare a meno:
Shampoo delicato: utile se il bambino possiede fin dalla nascita molti capelli. Se invece la chioma è pressoché inesistente, per lavare la testa possono essere utilizzati prodotti efficaci come bagnoschiuma e detergenti utilizzabili per lavare anche il resto del corpo.
Detergente: essenziale per pulire la pelle del proprio bambino. Bisogna acquistare un prodotto specifico poiché la pelle dei neonati è molto delicata. Indicatissimi gli oli da bagno.
Crema: che sia in versione cremosa o talco, aiuta a proteggere la pelle del bambino.
Spazzola: vi sono dei prodotti apposta per pettinare i capelli dei più piccoli. Di solito spazzole e pettini dei neonati posseggono che posseggono sui denti delle piccole sfere in plastica.
Asciugamani: un corredino neonato di base deve avere almeno tre asciugamani per il bagnetto. Di diverse dimensioni, devono essere puliti e sempre pronti all’uso.
Anello proteggi occhi: per chi non vuole più sentire strillare il proprio piccolo per l’acqua che finisce nella faccia, sono stati inventati degli anelli a forma di salvagente che s’infilano sul capo del bambino ed evitano il contatto dell’acqua con gli occhi.
Giochi: se vostro figlio proprio odia il momento del bagnetto può essere utile ricorrere a giochi vari per distrarlo o per rendere più piacevole l’operazione. In commercio si trovano molti giochi adatti a questo scopo.

Per maggiori informazioni su tutto l’occorrente del corredino neonato consultare il sito www.vidadamamma.com o visitare il forum per chiedere un parere ai nostri lettori.


Liposuzione. Per un Ottimo Risultato è Fondamentale la Sensibilità del Chirurgo.

Da una decina d’anni la liposuzione (dal greco lipos: grasso) si è avvantaggiata di un accorgimento tecnico che consiste nell’effettuare la liposuzione anche superficialmente. La liposuzione superficiale unitamente alla liposuzione convenzionale consente una vera e propria liposcultura, cioè un rimodellamento corporeo globale.

Quando il paziente viene da noi per fare un intervento di liposcultura facciamo una valutazione del corpo nel suo insieme: nel caso della donna, la bellezza femminile è un alternarsi di convessità e di concavità che vanno rispettate e vanno eventualmente ricreate e valorizzate,mentre nel soggetto maschile abbiamo una differente distribuzione del grasso.

Può essere necessario effettuare un’asportazione di grasso in una zona, ma in altre potremmo decidere di colmare alcune depressioni oppure di aumentare la convessità glutea attraverso delle piccole reintroduzioni di grasso, attraverso apposite cannule.

La valutazione del singolo caso prima di procedere con l’intervento è fondamentale, ma è altrettanto importante durante l’esecuzione che il chirurgo aspiri il grasso nel modo giusto in modo da ricreare le concavità e convessità naturali del corpo femminile o maschile, e non causare antiestetici avvallamenti e buchi.

Prima di effettuare l’intervento di liposcultura è utile associare degli ultrasuoni esterni: gli ultrasuoni consentono una fluidificazione del grasso e questo agevola il lavoro successivo perché il grasso che andiamo a rimuovere è un grasso più liquido, che ha un aspetto proprio più “sciolto” e quindi l’azione di liposuzione è meno traumatica, è possibile utilizzare delle cannule molto piccole, 3 millimetri di diametro. Creando minori traumatismi si hanno meno lividi, meno danni a livello dell’apparato circolatorio sia linfatico che venoso e quindi un ritorno alla normalità più rapido.

Nel caso poi di accumuli di grasso modesti e per pazienti che non gradiscono un’anestesia generale, è possibile utilizzare delle piccole cannule che hanno un diametro di 1,5 millimetri, dalla cui estremità sono emessi gli ultrasuoni.

Gli ultrasuoni sciolgono il grasso che aspiriamo parzialmente con la cannula, mentre la maggior parte del grasso sarà eliminato nelle settimane successive attraverso le urine. In questo secondo caso non sono necessari ricoveri, non è necessaria l’anestesia generale, basta un po’ di anestesia locale e soprattutto non ci sono quasi mai lividi, ecchimosi, edemi e raramente è necessario prendere degli antidolorifici, proprio perché è un intervento quasi atraumatico.

Dott. Luca Cravero
Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Via Freidour, 1 – 10139 Torino
Tel. 011 7719077
Cell. 339.2867797
www.chirurgiaplastica.us


Ateroregressione: Come Far Regredire l’Aterosclerosi con una Dieta Sana

L’ateroregressione indica la regressione dell’aterosclerosi. Si è dimostrato anche nell’uomo che le lesioni aterosclerotiche da accumulo di acidi grassi possono regredire con diete a basso contenuto calorico (ipocaloriche) e a basso contenuto di grassi (ipolipidiche).

L’effetto è più evidente su aorta e coronarie, meno evidente sui vasi di medio carico come le carotidi. L’effetto maggiore sembra essere favorito da diete ad intermittenza, piuttosto che a regimi ipolipidici cronici moderati.

L’attività fisica regolare, moderata e non intensa, pare favorire il meccanismo dell’ateroregressione o perlomeno fermare l’aterogenesi e l’ateroprogressione.

Farmaci come le statine sono ugualmente capaci di bloccare l’ateroprogressione; gli acidi grassi polinsaturi come gli Omega3 si sono dimostrati altamente protettivi nei confronti della disfunzione endoteliale per la loro attività anti-infiammatoria e sono anche promettenti nel controllo del metabolismo dei grassi e degli zuccheri, favoriscono la riduzione della massa grassa e del grasso viscerale.

I prossimi anni saranno fondamentali per sintetizzare molecole efficienti e protocolli dietetici nutrizionali specifici per l’ateroregressione, ma resto dell’opinione che la prevenzione dell’aterosclerosi mediante una sana Dieta Mediterranea, sia l’arma migliore, più economica e più gustosa per combattere le malattie cardiovascolari e molte malattie degenerative-proliferative compresi i tumori.

Dott. Guidalberto Guidi
Centro Specialistico Cardiologico Vascolare
Corso Vittorio Emanuele II° n. 91
10128 Torino – Italia
tel. 011.557.4280
tel. 331.622.750.80
www.cardioexpert.it


Monodermà: dalla ricerca, le MonoDermoDosi amiche della pelle

B&W MonoDermoDose
La ricerca Vermont Italia con la linea MONODERMA’® si distingue per aver realizzato formulazioni topiche il più possibile minimaliste e rispettose dell’equilibrio cutaneo, offrendo al consumatore più esigente vitamine pure, prive di conservanti e profumi, proposte nell’esclusivo vettore MonoDermoDose®.

Ciascuna MonoDermoDose® è realizzata in gelatina biodegradabile ed offre innumerevoli vantaggi rispetto a tubetti, vasetti, dispenser o altri contenitori:

  • principio attivo allo stato puro: la MonoDermoDose® accoglie e protegge principi attivi puri e naturali
  • perfetta conservazione: il contenuto non entra a contatto con l’aria e con la luce
  • assenza di conservanti, coloranti, profumi: garanzia di massima sicurezza e tollerabilità anche per la cute più sensibile
  • igiene assoluta: la formulazione rimane inalterata e igienicamente perfetta in quanto indenne da contaminazioni esterne
  • comodità d’uso: facile da utilizzare e pratica da portare ovunque
  • ciclo completo: contenitore con 28 MonoDermoDosi® per un trattamento corrispondente ad un intero ciclo lunare

Il capostipite della linea di vitamine in MonoDermoDose® è Monodermà® E5, contenente  Vitamina E pura di origine naturale alla concentrazione del 5%, alla quale hanno fatto seguito le vitamine Monodermà® A15 (Retinolo puro allo 0,15%) e Monodermà® C10 (Vitamina C pura al 10%). Tali vitamine possono essere applicate sia singolarmente, sia in maniera combinata tra di loro, per rispondere in maniera più efficace e sinergica alle specifiche esigenze cutanee.

Roll Monodermà

Per ulteriori informazioni consulta il sito:

http://acemonoderma.vermontitalia.com/cgi-bin/acemonoderma/index.htm


Cataratta. Vedere Senza Occhiali dopo l’Intervento.

Dopo un intervento di cataratta noi possiamo vedere senza occhiali: fino a qualche anno fa si poteva vedere senza occhiali per lontano, ma c’era necessità di mettere un occhiale per leggere.

Attualmente la tecnologia ci offre dei nuovi cristallini che correggono anche la presbiopia: con questo tipo di cristallino, dopo che abbiamo tolto la cataratta, possiamo vedere sia lontano che vicino senza occhiali.

Oramai l’intervento di cataratta si esegue senza anestesia tramite puntura, ma solo con delle gocce di collirio. I cristallini che vengono messi sono dei cristallini molto più evoluti di quelli in uso un tempo: sono innanzitutto gialli, quindi hanno un pigmento che protegge dai raggi UV. Inoltre hanno dei cerchi concentrici che permettono di dare una multifocalità alla lente: quindi proprio come per un occhiale progressivo noi possiamo vedere sia lontano che vicino.

L’intervento di cataratta dura pochi minuti: si fa un microtaglio di 1,5 mm e da questo tagliettino si agisce sulla lente che si chiama cristallino e che sciogliamo con gli ultrasuoni. Poi si inserisce la lentina nuova arrotolata con un iniettore apposito. Non si danno punti, l’intervento dura pochi minuti e il paziente dopo l’intervento già ci vede e può andare a casa con un occhiale da sole per ripararsi dalla luce.

Il giorno successivo può riprendere la sua attività vedendo sia per lontano che per vicino senza usare occhiali.

Dott. Carlo Orione
Via Gozzellini, 3
14049 Nizza Monferrato (AT) – Italia
tel. 0141.721.427
www.orioneye.com


Distinguersi, in rete: proporre prodotti calabresi sì, ma consigliarne il relativo uso è il “non plus ultra”!!

Le recenti vicende che hanno riguardato i prodotti alimentari (..non ultima quella relativa allo strano caso delle famigerate “mozzarelle blu”)  hanno aperto gli occhi ai consumatori, sempre più attenti nelle loro scelte, portandoli così a diffidare dai “prezzi da gassosa” di tantissime referenze ed usando una sempre più accentuata oculatezza negli acquisti. 

Giocoforza ciò porta ad una considerazione via via più spiccata verso prodotti di nicchia, magari non di consumo quotidiano, ma che in fatto di qualità, salubrità e naturalezza degli ingredienti fanno la loro bella figura nel mercato alimentare. 

E tra questi è indubbio che i prodotti tipici calabresi hanno una posizione di tutto riguardo, rappresentando delle eccellenze gastronomiche uniche ed esclusive: invitanti leccornie, specialità e peccati di gola rinomati in ogni dove, forse più per il loro nome che non per l’utilizzo culinario che se ne possa in realtà fare. 

Ecco il problema: l’uso e le ricette dei prodotti della Calabria, un aspetto forse poco analizzato, o meglio, approfondito, perché se è vero che sono delizie che sorprendono per il loro sapore, lo saranno ancor di più se ne sperimentiamo degli utilizzi nuovi ed alternativi, e ciò sia per propria esigenza, sia (..in particolare!!) quando c’è da sorprendere i propri commensali (…della serie “io in cucina ci so fare!!!”). 

Saporidellasibaritide, portale di vendita on line di prodotti tipici calabresi, che nel corso della propria attività in rete si è distinta in fatto di correttezza, linearità e qualità delle proposte presenti sulle proprie vetrine virtuali, ottenendone feed-back di affidabilità di tutto riguardo dai propri clienti, è intervenuta in tal senso, sfruttando le prerogative che normalmente ogni buon sito ha nella propria struttura: il motore di ricerca presente in home page. Nel proprio, infatti, basta inserire la key “chicche” per vedersi aperte tutte le schede prodotto per le quali sono suggerite ricette e consigli alternativi rispetto al normale, tutte sotto l’insegna della più rigida tradizione gastronomica calabrese. 

Ed i risultati sono belli e pronti: si scopre così che la rinomata nduja calabrese ha usi che vanno ben oltre il semplice “spalmato” su crostini e bruschette; che l’accattivante confettura di peperoncino offre delle soluzioni imprevedibili a tavola; che esiste, ed è oltremodo intrigante, il pesto calabrese, oltre quello genovese; che la polvere di liquirizia dice la sua, oltre che nella preparazione del relativo liquore  e del gelato, in almeno altre 6 o 7 eleborazioni, ecc.  

Un lavoro di rivisitazione della maggior parte delle schede prodotto intenso, approfondito, ma di sicuro interesse, mosso da un obiettivo fondamentale: che la mission di un buon sito di vendita on line è anzitutto quella di consigliare il pubblico degli estimatori del gusto e del palato, e poi vendere. 

Ecco cosa si intende quando si parla di servizio al cliente!!! 


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